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QUESTA È L’ITALIA: IL 63,4% DEI PENSIONATI HA UN ASSEGNO INFERIORE AI 750 EURO, MENTRE 1/2 MILIONE DI ITALIANI INCASSANO UN VITALIZIO D’ORO DA QUARANT’ANNI


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Questa è l’Italia: il 63,4% dei pensionati ha un assegno inferiore ai 750 euro, mentre 1/2 milione di italiani incassano un vitalizio d’oro da quarant’anni

Questa è l’Italia: il 63,4% dei pensionati ha un assegno inferiore ai 750 euro, mentre mezzo milione di italiani incassano un vitalizio più o meno d’oro da quarant’anni !°°

Il 63,4% dei pensionati ha un assegno inferiore ai 750 euro

Le pensioni pagate dall’INPS, all’inizio del 2016, sono 18,1 milioni, con un importo medio pari a 1.121,70 per la pensione di vecchia, anche se la netta maggioranza, il 63,4% degli assegni (11,5 mln), è sotto i 750 euro al mese. Rimane molto larga la forbice fra uomini e donne (in media, le pensionate prendono la metà dei colleghi maschi). Per le donne gli assegni inferiori a 750 euro sono oltre i tre quarti del totale (il 77,1%). Le pensioni e gli assegni sociali hanno un importo medio mensile pari a 422 euro uguale a quello destinato agli invalidi civili. L’importo complessivo annuo risulta pari a 192,6 miliardi di euro di cui 173,0 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali.

L’età media dei pensionati è di 73,6 annui, con una maggior anzianità per le donne (età media 75,5 anni, contro i 71 degli uomini). L’importo medio della pensione di vecchiaia è di 1.121,70 euro, con la seguente differenza di genere: pensione maschile divecchiaia media, 1.455,70 euro, contro 766,67 euro di importo medio dell’assegno di vecchiaia di una pensionata. Come si vede, l’assegno dei pensionati uomini in media è il doppio. Sono molto bassi gli importi delle pensioni dei non residenti in Italia (226 euro di media), perché nella maggior parte dei casi l’Italia versa solo una parte del trattamento, il resto è a carico del paese estero. La distribuzione territoriale, sempre in materia di pensioni di vecchiaia, vede un assegno medio più altro nel Nord (1.198,91 euro), contro i 992,51 euro del Sud.

Inoltre l’Inps, sottolinea che spesso il numero delle pensioni non coincide con quello dei pensionati perché “la popolazione fra 75 e 79 anni ha in media più di una pensione a testa e quella con più di 90 anni quasi due. Questo succede perché, con l’avanzare dell’età, sussiste una maggiore probabilità di invalidarsi e/o di rimanere vedove/i”. Quindi questo dato “costituisce solo una misura indicativa della povertà, per il fatto che molti pensionati sono titolari di più prestazioni pensionistiche o comunque di altri redditi”. Infatti, su 11,5 milioni di assegni inferiori a 750 euro, quelli che beneficiano di prestazioni legate ai redditi bassi (integrazioni al minimo, maggiorazioni e assegni sociali, pensioni di invalidità civile) sono 5,2 milioni, il 45,4%.

Questa notizia già da sola fa incazzare, ma se…

Mezzo milione di italiani incassano il vitalizio da quarant’anni

In Italia ci sono oltre 474.000 pensioni liquidate prima del 1980, quindi in vigore da oltre 36 anni. Il dato emerge dalle tabelle dalle tabelle dell’Osservatorio pubblicato dall’Istituto di previdenza.

I dati non riguardano i baby pensionati del pubblico impiego, usciti dal lavoro prima del 1992 con almeno 14 anni di contributi. “Siccome son state fatte delle concessioni eccessive in passato e queste concessioni eccessive oggi pesano sulle spalle dei contribuenti”, dice il presidente dell’Inps Tito Boeri, “credo che sarebbe opportuno andare per importi elevati a chiedere un contributo di solidarietà per i più giovani e anche per facilitare e rendere più facile anche a livello europeo questa uscita flessibile”.

Dopo le polemiche sull’alto numero di pensionati sotto i 750 euro al mese, quasi 6 su 10, ritorna dunque lo spettro del contributo non solo per i pensionati che hanno gli assegni più generosi (sono oltre 320 mila i pensionati che mensilmente ricevono oltre 3 mila euro) ma anche per chi ha smesso di lavorare da molti anni. “Abbiamo formulato delle proposte molto articolate”, ha spiegato Boeri, “che guardano all’età, alla decorrenza della prima pensione, occorre sempre guardare da quanto tempo vengono percepiti questi importi”. Che possono essere anche limitati “ma se uno li ha percepiti da quando aveva meno di 40 anni, chiaramente cumulandosi nel tempo vengono a stabilire un trasferimento di ricchezza pensionistica considerevole”. I pensionati italiani hanno un età media di 73,6 anni, 14,2 milioni (pensioni di natura previdenziale) fanno capo all’Inps. Rispetto al passato l’età della pensione si è alzata anche se, tra quelle vigenti, ci sono ancora 102 pensioni di vecchiaia corrisposte a persone tra 40 e 49 anni.

fonte: http://lapillolarossa15.altervista.org

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